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Una mostra curata dagli studenti della SSIG di Valdidentro per raccontare la guerra bianca in Alta Valtellina attraverso testimonianze scritte, memoria e territorio.
Thomas Anselmi
La Sala Associazioni del Comune di Valdidentro ospita la mostra “La guerra bianca in Alta Valtellina”, un progetto dedicato alla memoria della Prima guerra mondiale e al racconto delle vite vissute sul fronte e nelle retrovie.
L’esposizione nasce da un’attività didattica svolta a scuola dalla classe 3^B della SSIG di Valdidentro, sotto la guida della Prof.ssa Laura Pedrini. Gli studenti e le studentesse hanno lavorato alla realizzazione dei pannelli della mostra attraverso un percorso di ricerca, lettura e approfondimento basato su testimonianze scritte, con l’obiettivo di avvicinarsi alla storia in modo attivo e consapevole.
La mostra rappresenta il risultato concreto di un lavoro costruito in classe, pensato per trasformare lo studio della storia in un’esperienza di ricerca, interpretazione e restituzione al pubblico.
Attraverso i pannelli realizzati dagli studenti, il percorso accompagna i visitatori alla scoperta della guerra combattuta sulle montagne, segnata dal freddo, dalla neve, dall’altitudine e dalle difficoltà quotidiane di chi visse quei luoghi come linea del fronte, spazio di passaggio o retrovia.
Il momento inaugurale sarà particolarmente significativo: sabato 23 maggio, dalle 15:30 alle 17:45, saranno proprio gli studenti e le studentesse della classe 3^B a presentare al pubblico i singoli pannelli della mostra, presso la Sala Associazioni del Comune di Valdidentro, al secondo piano.
Un’occasione preziosa per ascoltare direttamente il racconto di chi ha studiato, selezionato i materiali e costruito il percorso espositivo, dando forma a un progetto capace di unire scuola, memoria storica e territorio.
Dopo la presentazione del 23 maggio, la mostra resterà accessibile al pubblico fino all’8 giugno, negli orari di apertura del Comune di Valdidentro.
L’invito è rivolto a residenti, ospiti, famiglie, studenti e a tutti coloro che desiderano approfondire una pagina importante della storia dell’Alta Valtellina attraverso lo sguardo e il lavoro delle nuove generazioni.
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