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Teatro Invito torna a Valdidentro con un racconto storico e letterario sulla montagna come luogo di libertà, fuga e riscatto.
Thomas Anselmi
Dopo la grande serata del 2024 con “In capo al mondo. In viaggio con Walter Bonatti”, Teatro Invito torna a Valdidentro con una nuova conferenza-spettacolo dedicata alla montagna, alla storia e al desiderio di libertà.
Con “I ribelli della montagna”, Ruggero Meles, giornalista e storico dell’alpinismo, e Luca Radaelli, attore e regista, accompagnano il pubblico in un viaggio intenso e appassionante tra figure che, in epoche diverse, hanno trovato nella montagna un rifugio, una via di fuga, uno spazio di resistenza e riscatto.
Da sempre la montagna è stata considerata un luogo altro: selvaggio, difficile, lontano dal controllo dei poteri costituiti.
È lo spazio in cui si cerca riparo, ma anche quello in cui si può immaginare una vita diversa. Un luogo fisico e simbolico, capace di attirare chi non si riconosce nell’ordine imposto e sente il bisogno di scegliere un proprio cammino.
Il racconto attraversa epoche e personaggi molto diversi tra loro.
Sul monte Leda a Creta, Zeus trova rifugio mentre fugge da Cronos; sul Vesuvio si nasconde Spartaco, lo schiavo ribelle che sfida il potere di Roma; fra Dolcino si sposta di monte in monte predicando una religione più vicina alla natura; sul monte Amiata, l’anarchico David Lazzaretti fonda la sua comunità; infine, durante la Resistenza, proprio le montagne diventano teatro della lotta contro il nazifascismo.
Storie lontane tra loro, unite da un filo comune: la montagna come spazio di opposizione, di scelta, di dignità e di libertà.
“I ribelli della montagna” non è una semplice conferenza e non è soltanto uno spettacolo teatrale.
È un racconto che intreccia divulgazione storica, narrazione letteraria e presenza scenica, alternando parole, suggestioni e immagini per restituire al pubblico il fascino di una montagna vissuta non solo come paesaggio, ma come luogo dell’anima.
La voce dello storico e quella dell’attore si incontrano per costruire un percorso coinvolgente, capace di parlare agli appassionati di montagna, agli amanti della storia e a chiunque senta il richiamo dei sentieri più liberi e meno battuti.
La montagna non è solo un rifugio naturale.
Nel racconto di Meles e Radaelli diventa quasi una forza viva, capace di entrare in contatto con la parte più irriducibile dell’essere umano: quella che non si piega, che cerca giustizia, che sogna un mondo diverso.
Tra sentieri stretti, paesaggi aspri e cime lontane, si scopre così che la libertà non è mai un concetto astratto, ma qualcosa che si conquista passo dopo passo.
La prenotazione è obbligatoria.
Il costo del biglietto è di € 5,00.
È possibile riservare il proprio posto direttamente online oppure presso l’Ufficio Turistico di Valdidentro.
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