Le ricerche più frequenti
Su tutto il territorio della Valdidentro sono presenti tante altre chiese, di certo non meno importanti, a testimonianza di diverse epoche storiche, ciascuna con la propria storia e la propria identità.
La chiesa di San Martino ai Bagni di Bormio, menzionata nel 1092, sopravvisse alla demolizione del 1201 e si sviluppò intorno al XII secolo come un antico xenodochio. Nel 1496 furono eseguiti importanti lavori di ricostruzione, ma nel XX secolo la struttura fu rimaneggiata, perdendo il porticato esterno, l'ossario e il cimitero. Presenta una semplice architettura rettangolare e conserva frammenti di affreschi del XV secolo attribuiti a Giovannino da Sondalo, oltre a dipinti più recenti di Cipriano Valorsa datati al 1564, visibili nel catino absidale.

Chiesa di S.Giovanni Battista (Molina)
La chiesa di San Giovanni Battista a Molina, probabilmente costruita nell'ultimo decennio del XIV secolo, mantenne il patronato della comunità fino ai decreti napoleonici dell'Ottocento. Orientata verso est, simbolo del Verbo che sorge per illuminare l'umanità, fu oggetto di lavori di rinnovo nel 1533, con l'innalzamento della volta e la costruzione del campanile. Al suo interno, un'antica ancona seicentesca ospita la statua della Madonna col Bambino tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, quest'ultimo raffigurato con una coppa e una vipera, in un'interpretazione simbolica medievale legata alla protezione contro il male.

Chiesa dei Ss. Cristoforo e Gallo (Premadio)
La chiesa di San Cristoforo a Premadio, menzionata nel 1397, mostra oggi un'architettura diversificata, risultato di molteplici trasformazioni che hanno cancellato quasi completamente la struttura medievale originaria. Ampliata nel XVII secolo e restaurata nel XIX secolo per ottenere la dignità parrocchiale nel 1844, l'edificio attuale è il risultato di quei lavori. Anticamente, la facciata ospitava l'immagine del santo patrono Cristoforo, venerato per la protezione dalla morte improvvisa. L'interno presenta due altari laterali dedicati alla Madonna, esempi della Controriforma che promuoveva la devozione mariana, contrastando le posizioni protestanti.

Chiesa della SS. Trinità (Fior d'Alpe)
La chiesa della SS. Trinità a Turripiano, la più rigorosa testimonianza della Controriforma nel Bormiese, fu eretta nel 1593 per contrastare l'avanzata del protestantesimo svizzero. Supervisionata dal vescovo Feliciano Ninguarda, i dipinti interni evidenziano scene teologiche in contrasto con i riformati, mentre l'immagine esterna della Madonna sottolinea il ruolo della Chiesa romana. Successivamente, durante un'epidemia animale nel 1743, il culto di Sant'Antonio Abate ha preso il sopravvento, portando alla costruzione di una cappella laterale in suo onore con un altare contenente un'antica ancona e una tela raffigurante il santo.

Chiesa Parrocchiale S. Gallo e S. Cristoforo (Premadio)
La chiesa "nuova" di Premadio è intitolata ai santi delle due antiche chiese parrocchiali di San Gallo e San Cristoforo. La chiesa di San Cristoforo ha svolto funzioni parrocchiali fino al 1973, quando è stata sostituita dalla nuova chiesa. L'idea di costruire una chiesa più capiente è nata nel 1968 per iniziativa del parroco don Silvio Bradanini e ha ottenuto subito il supporto della comunità. Il progetto, affidato all'architetto Adriano Valcepina, è stato realizzato dalla Ditta Schivalocchi. La prima pietra è stata posata il 18 luglio 1971 e la chiesa è stata inaugurata l'8 dicembre 1972, con consacrazione avvenuta il 22 luglio 1973 dal Vescovo Teresio Ferraroni.
La chiesa, in stile contemporaneo, presenta marcate asimmetrie e una cupola piramidale, contrastando con la verticalità della vecchia chiesa adiacente. I muri perimetrali seguono un percorso irregolare, creando un grande spazio ad anfiteatro all'interno. La luce intensa che scende dalla cuspide illumina la statua del Cristo risorto e l'altare al centro. Il design minimalista, con cemento a vista e legno, trasmette simbolicamente la luce che illumina l'umanità confusa e sofferente. L'anfiteatro interno si riflette nella piazza esterna a gradinate, simbolizzando la comunità dei fedeli che porta il messaggio di Cristo nella società.

Chiesa di S. Antonio Abate (S. Antonio - Pedenosso)
La falesia di Scianno è avvolta da molte leggende riguardo a streghe, zingari e fenomeni inspiegabili, motivo per cui nel 1704 venne eretta la chiesa di S. Antonio Abate per esorcizzare il luogo; la tradizione attribuisce a questo santo il salvataggio dall'avanzata di una valanga nel 1886, con l'edificio tipicamente alpino che contiene affreschi dei quattro Evangelisti e la statua del santo nell'altare centrale.

Chiesa di S.Antonio da Padova (Pradelle - Pedenosso)
La chiesa di S. Antonio da Padova a Pedenosso (località Pradelle) è stata inaugurata nel 1999 per servire la crescente popolazione locale, mantenendo un legame simbolico con una precedente chiesa distrutta, ricordata da un dipinto conservato nella nuova struttura. La costruzione moderna presenta 13 vetrate rappresentanti le Litanie della Madonna, un altare di serpentino con una scultura di bronzo e opere scultoree che convergono visivamente verso il tabernacolo contenente la Luce, mentre sul fondo del presbiterio una vetrata a forma di croce sostiene una scultura di Cristo sofferente realizzata con frammenti metallici.

Chiesa di S.Maria Nascente (Isolaccia)
La chiesa di S. Maria Nascente a Isolaccia, costruita nel 1935 per sostituire quella cinquecentesca distrutta da un incendio nel 1849, è dedicata a Maria, Rocco e Sebastiano per protezione contro l'epidemia pestilenziale. Dipinti ad encausto di Turoldo Conconi del 1954 decorano il presbiterio, con rappresentazioni dell'Ascensione di Maria, della Natività e della Discesa dello Spirito Santo, mentre diverse opere d'arte, come un altare di Cesare Rini e tele settecentesche, arricchiscono l'interno. Le statue dei santi dell'acqua, coperte e rivelate solo in occasioni speciali, insieme alla Madonna, erano oggetto di fervente venerazione e la loro storia è raccontata nelle vetrate istoriate di Alberto Creppi.

Chiesa di S.Abbondio (Semogo)
La storia della chiesa di S. Abbondio risale al 1328, subendo poi vari restauri nel corso dei secoli, tra cui uno nel 1490 dopo un'indulgenza concessa dal visitatore apostolico. Importanti rifacimenti nel 1624 e nel XVIII secolo hanno dato forma all'edificio attuale, arricchito succesivamente dalle reliquie dei santi martiri Celestino, Paziente, Modesto e Urbana, i cosiddetti Santi del Sole, donati nel 1736 da Fra Giorgio di S. Bernardo dei Carmelitani scalzi. Nel 2004 è stata ristrutturata e nel 2008 ha ricevuto un organo proveniente dalla chiesa Evangelica Luterana di St. Michael a Weiden.

Chiesa di S.Erasmo (Cancano)
La chiesa originaria di S. Erasmo a Cancano, costruita nel 1934 dall'Azienda Elettrica Municipale di Milano per sostenere spiritualmente i lavoratori della diga di S. Giacomo, fu poi smontata e ricostruita nel 1961 in una nuova posizione, accanto al ristoro di Solena, a causa della realizzazione del nuovo invaso di Cancano II.
Progettata dall'architetto Albino Preseni, presenta una ricca cancellata esterna in ferro battuto e all'interno un dipinto dell'Ultima Cena e un quadro della Madonna dei Cantieri. Ogni terza domenica di luglio viene celebrata una Messa in ricordo dei Caduti per la costruzione e la difesa degli impianti idroelettrici della Valle di Cancano e di Fraele.

Chiesa di San Giacomo (Cancano)
La chiesa di San Giacomo, consacrata nel 1953, sostituì l'antico edificio sommerso dalla diga dell'Azienda Elettrica Municipale di Milano. Questa chiesa originale, risalente al 1287, situata vicino a un antico ospizio lungo il confine tra Italia e Svizzera, era parte di una rete di soste per i pellegrini diretti a Santiago de Compostela. Gli ospiti che tornavano dalla Spagna portavano conchiglie come segno distintivo, simile a quella sulla statua di San Giacomo nella nuova chiesa. La strada di Fraele, attraversata da mercanti e cavallanti, era inoltre una via commerciale importante che collegava il Bormiese all'Austria e alla Baviera, facilitando il trasporto di vino e salgemma.
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