Le ricerche più frequenti
Costruita nel Seicento, mantiene intatto il suo fascino secolare
I lavori iniziarono intorno al 1640 e si conclusero nell'arco di vent'anni. L'architettura della chiesa, a navata singola, è essenziale; l'unica nota barocca è rappresentata dal campanile a bulbo, eretto nel 1675. Originariamente, sulla facciata erano presenti le rappresentazioni dei santi Rocco e Sebastiano, purtroppo andate perdute nel corso dei secoli.
All'interno della chiesa, sull'altare principale, si trova un grande pannello ligneo del XVIII secolo, ornato da un dipinto seicentesco di un autore sconosciuto proveniente dalla chiesa parrocchiale di Semogo. La tela raffigura San Carlo in preghiera davanti alla Madonna col Bambino.
Il “castissimo” Carlo Borromeo (1538-1584) era particolarmente venerato nel Bormiese: una sua lettera autografa, custodita nella chiesa collegiata di Bormio, era considerata quasi come una reliquia. Diverse sorgenti d'acqua nella zona furono dedicate a San Carlo e si credeva avessero poteri curativi. Una di queste sorgenti si trova sul lato opposto della chiesa, nel cosiddetto Bosco del Conte. La leggenda narra che sia stato San Carlo in persona a benedire la fonte e renderla miracolosa; si dice che un'orma da lui lasciata sulla roccia da cui sgorga l'acqua ne sia testimonianza, anche se storicamente non confermata.
La Chiesa è aperta e accessibile al pubblico solamente in occasione delle celebrazioni religiose
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