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La chiesetta della Madonna della Pietà, costruita nel 1674 per devozione alla Madonna dei sette dolori, fu arricchita nel corso dei decenni da varie opere d'arte, tra cui un'importante ancona attribuita a G. Maria Donati, suscitando curiosità anche per i misteri legati alla sua storia.
Le motivazioni alla base della sua costruzione non sono del tutto chiare. Secondo una tradizione tramandata oralmente, i fedeli di Premadio, Molina e Turripiano la eressero in seguito alla peste del 1636, in adempimento di un voto fatto durante quel periodo difficile.
Lo storico Ignazio Bardea riporta che l'arciprete di Bormio, don Cristoforo Pezzedi, originario di Turripiano, ebbe un ruolo significativo nella sua realizzazione, sebbene non ne fosse direttamente il promotore, contribuendo tuttavia con un beneficio.
Secondo il resoconto presentato al vescovo nel 1962 dal parroco don Pietro Viviani, la chiesa fu "ordinata dal quondam molto illustre et reverendo Padre Paulo Sfrondato, missionante Gesuita".
Pare che la costruzione sia stata iniziata nel 1674, su iniziativa del Padre Sfrondato, e si sia protratta per circa sessant'anni a causa delle numerose e importanti modifiche apportate alle chiese della parrocchia verso la fine del XVII secolo, in conformità alle nuove direttive riguardanti gli edifici sacri.
Il campanile di Premadio fu eretto nel 1690, mentre la facciata della chiesa fu completata nel 1702 e decorata dai pittori Giovanni Noale e figlio. Nel 1733 fu terminato l'elegante campanile, abbellito dai fregi di Gervasio Mino.
Gli interni, inclusi gli affreschi della volta eseguiti dai Noale, subirono restauri nei primi decenni del XIX secolo. Durante questi lavori, la pavimentazione in pietra del 1708, realizzata dal maestro lapicida Giuseppe Pruner, fu sostituita con mattonelle in graniglia.
L'ancona che adorna l'altare maggiore, completata nel 1706 dall'intagliatore G. Maria Donati, è considerata l'opera d'arte più pregevole della chiesa. Tuttavia, la sua collocazione risulta essere oggetto di mistero, poiché non sembra essere stata originariamente destinata alla Chiesa dell'Addolorata.
Le altre opere d'arte includono due ancone sugli altari laterali dedicate a Sant'Anna e San Pietro, e dipinti raffiguranti scene bibliche, quali il Compianto sul corpo di Cristo.
Inoltre, sulla parete esterna a Sud, protetta dalla sacrestia, si trova un dipinto popolare raffigurante Barbara Sgritta, che tragicamente cadde dai ponteggi nel 1702 mentre trasportava malta per i muratori.
La bellissima acquasantiera, datata 1694 e incisa con le lettere B.G.F., completa l'arredamento della chiesa.
La Chiesa è aperta e accessibile al pubblico solamente in occasione delle celebrazioni religiose
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